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Giovinezza

 

Le pagine della vita, le ore, voglio dire, i giorni astronomici e i mesi senza bisogno di stupide metafore, si succedono con grande rapidità, bisogna convenire, a vederli passare con tanta compostezza non si direbbe mai che siano nostri nemici. Vanno adagio, da gran signori. Ma non si fermano mai, i maledetti, non danno un attimo di respiro, abbiamo un bel correre avanti, predisporre, pianificare, calcoli, progetti. Siamo uomini, ahimè, e ogni tanto dobbiamo fermarci. Fermarci, e ci addormentiamo. Ma così, mentre noi stiamo fermi sul bordo della via sognando strane cose, le ore, i giorni, mesi ed anni, ci raggiungono uno per uno, con la loro abominevole lentezza ci sopravanzano, si perdono in fondo alla strada. Poi al mattino ci accorgiamo di essere rimasti indietro, ci mettiamo all'inseguimento.

In questo preciso momento, vogliamo dire volgarmente, finisce la giovinezza.

(Tratto da "In quel preciso momento", di Dino Buzzati, 1950)

  

L'Ultima Scintilla


E’ passato bel po’ di tempo da quando non scrivo, è sì, il tempo passa. Quante volte avevo deciso di scrivere qualche cosa, ma poi alla fine, non sono riuscito. Mi potreste chiedere, e come mai?, beh, tanti sono i ragioni, forse perché volevo scrivere qualcosa di speciale, interessante, che sia utile. Ma poi, che è successo?. Non so, veramente non so neanche io che mi era successo, era solo un illusione, un vuoto, niente altro. Un vuoto che forse continuerà a perseguitarmi per qualche tempo, poi svanirà, e svanirà come gli altri, del resto, come accade spesso. Eppure, ancora al ricordo di lei, come mai mi sento perduto?, e com è che il fuoco fa ancora scintilla?. Forse…, sì, può essere, ma ormai è troppo tardi, ormai l’ho perduta, e non lo più avrò. Quindi, non mi resta altro che aspettare, aspettare che la cosa mi svanisce, e spegne il fuoco, che fa la sua ultima scintilla.

Video Spazio Fantasy

Le luci delle stelle si riflettevano sui vetri anneriti del casco, Mad mosse la mano verso la cloche a sinistra del suo sedile inserendo il pilota automatico. Il suo compagno era morto poco tempo prima nell’ultima battaglia contro gli alieni di Marte, e Mad si sentiva stanco...
Stanco di dover stare ore e ore chiuso in quella "scatola da sardine" che viaggiava nello spazio alla modesta velocità di 0,095 parsec al secondo, per cercare nemici, per compiere la sua missione; stanco di dover respirare quell’ossigeno "depurato" che gli dava sui nervi; stanco di non poter vedere la Terra, il suo pianeta natale, ma di doverla difendere ai confini di un’altra orbita solare; stanco di dover stare attento a ciò che gli diceva il computer di bordo; stanco, infine, di sentire l’odore per niente gradevole del cadavere del suo ex-compagno che si stava decomponendo, che si diffondeva, ormai, come una malattia infettiva, nell’aria chiusa dell’abitacolo.
Premette un pannello, i motori si spensero, l’astrocaccia proseguì nella sua rotta con la spinta inerziale. Il sudore gli appiccicava i capelli, sentiva un gran prurito in testa, ma non si fidava a togliere il casco per paura di morire asfissiato. Pensava: -Come mi piacerebbe vivere sulla Terra, se mai ci tornerò non la lascerò mai più, voglio vedere il mare, voglio sentire le creste dei cavalloni infrangersi sugli scogli e la sabbia dorata e calda fra i piedi...
Ma tutti questi pensieri non erano altro che sogni per lui... A meno che...
Ma certo! Perché non ci aveva pensato prima? In fondo perché doveva restare fedele a un esercito che non gli aveva dato nient’altro che guerra, guerra, guerra e morte? Un pensiero rivoluzionario si fece strada nei meandri della sua mente, pensando alla Terra, chiuse gli occhi.
Fu così che non vide l’astrocaccia nemico sul radar. Tutt’a un tratto sentì il suono bitonale della sirena d’allarme, aprì gli occhi e vide, a un paio di chilometri soltanto, un astrocaccia marziano, perfettamente distinguibile dallo stemma di Marte, che si stagliava contro il buio dello spazio: una sinistra alabarda rossa che penetrò nella sua mente fino a provocare il panico.
Si dette subito da fare, con uno scossone; accese i motori, azionò i retrorazzi, tornò indietro e ripartì a razzo nella direzione opposta rispetto a quella che stava seguendo poco prima. Sfrecciò via quasi a 1,2 parsec al secondo, il massimo che quel tipo di astrocaccia poteva offrire.
Il Marziano gli stava alle calcagna, a Mad cominciarono a venire strani capogiri, sentì subito una strana sensazione, come nausea, stava molto male... Poi capì: l’aria dell’abitacolo doveva essere impura! Nella battaglia precedente, quando i Marziani avevano colpito il motore di sinistra, provocando la morte del suo compagno, dovevano aver messo fuori uso il sistema di sostentamento vitale con depuratori che immettevano l’ossigeno nell’astronave! Mad era spacciato!
Sentì un intenso panico impadronirsi di lui, inserì l’iperspazio con destinazione Terra, ma l’astronave aliena lo precedette intuendo le sue mosse. Lui non se ne accorse.
Era accecato dalla paura di morire lì, nello spazio, e di dover vagare per sempre nel silenzio delle stelle... Poco dopo, come se ci fosse stata una grande turbolenza nel tessuto del continuum spazio-temporale, si trovò a poche centinaia di migliaia di chilometri dalla terra. Ora poteva vedere sul monitor i mari, gli oceani, i monti e i vulcani, un attimo di distrazione per contemplare quella meraviglia, ma bastò. Dalla distorsione spazio-temporale emerse l’astrocaccia Marziano, e ingaggiarono battaglia.
Mad era esausto, gli facevano male i polsi, non riusciva quasi a premere il pulsante "Fire", gli arti inferiori erano anchilosati e quasi del tutto paralizzati, e dopo aver sparato qualche scarica di laser, si decise a usare la sua "Arma Segreta". Ma non sferrò mai quell’ultimo, disperato attacco; con una magistrale e rapida manovra, l’astrocaccia Marziano colpì l’esatto centro del reattore principale, il propellente si incendiò subito e la nave andò in pezzi.

-Accidenti, proprio adesso che ero quasi arrivato alla Terra! - disse Carlo, - stavo per fare il record e quel... quel... Oh beh, lasciamo perdere!
Il ragazzo si allontanò dallo schermo video, deluso.
Un altro ragazzo si avvicinò e inserì duecento Lire.

Le luci delle stelle si riflettevano sui vetri anneriti del casco...

preso dal www.abietto.net

We are 4ever!!

Ehm beh!, è passata, sì, è così anche quest'anno scolastico(2006-2007) è passata. Tanti sono gli avvenimenti che abbiamo affrontato, vissuto insieme, a parte le esperienze singole, ma tutto sommato è stato un bel anno, è volato direi. Forse molti di noi non sarà d'accordo con la mia ultima affermazione, ma dovranno sicuramente appoggiare che abbiamo divertito tantissimo, non solo, abbiamo appreso, imparato anche delle belle cose, che forse non troveremmo sui libri.

Gli avvenimenti sono tanti, sia belli che brutti, qui riporterò solo i frammenti,ma molti tra questi non capirete il significato, se non avete vissuto in prima persona.  Eppo Rimix, Group H, Boscaiolo, Jnaffa, Campo Scuola, Metal Meccano, Il Tooornio...e tante altre!

Il Tempo passa, la vita cambia, e con essa cambiamo anche noi, così è accaduto anche questa volta, accadrà anche nella prossima, i rimpianti non servono a niente, serve solo per ostacolare il cammino, quindi non rimpiangerò, non resterò attaccato con essa, ma farò rimanere i ricordi, gli insegnamenti avuti, per affrontare i miei viaggi futuri.

Vabbè ragazzi, vi ho fatto già annoiare tanto, ma prima di finire voglio dirvi: continuate a sognare, sperare, è la unica cosa che fa sentire vivi, importanti, davanti all'assurdità di vivere. Quindi anche io spero un miglior anno prossimo, un miglior cammino da questo, tanto sognare non fa male. Vabbè, buone vacanze a tutti!!!

...w 2H (2006-2007)

Posso scriver i versi...


 

Posso scriver i versi...

Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Scrivere, ad esempio: "La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri, in lontananza ".
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
lo l'amai, e a volte anche lei mi amò.
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba la rugiada.
Che importa che, il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si accontenta di averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi, quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro. Sarà d'altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.
Così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.

 --Pablo Neruda                        
</< P>

Fuori dalle Regole!!

E' stato bello questi giorni, no lo so per voi, ma per me è stato molto bello questi cinque giorni di campo scuola. Quante idee, quante progetti abbiamo fatto prima di partire, ma purtroppo molti di questi non sono stati avvelati, ma comunque è stato bello.
Siamo partiti al primo mattino di 12 marzo e siamo arrivati a tarda pomeriggio, eravamo tutti stanchi e sfiniti, ma avevamo comunque la volontà di divertire, e infatti tutte le notti, ma non solo, abbiamo scherzato, fatto dei giochi.
Il primo obiettivo di questa visita era quello didattico, ma oltre a quella primaria, abbiamo imaparato molte cose, abbiamo conosciuto divesi tipi di persone, e alla fine abbiamo condiviso le nostre idee con loro, insomma abbiamo approfondito su noi stessi. E alla fine siamo usciti, no lo quanto, un po' tutti crescuti.
Adesso bisogna cominciare le nostre vite solite quotidiane, alzare a mattina e andare a scuola e sentire le lezioni, e poi tornare a casa e studiare e andare a dormire, una vita progettata e limitata. Sì è importante avere una vita progettata e regolata, ma non fa male qualche volta a uscire da queste regole, e imparare anche qualcosa fuori da quseta tabella.
Forse stò disperando troppo, questa vita non è poi così male, importante saper coordinare bene nella vita e continuare a andare avanti. Basta è troppo...

L'Interpretazione Metaforica

L'intervento è un po' lungo, ma può essere interessante.

L'altro giorno a nostra classe è venuta la psicologa, ma non perché abbiamo dei problemi, ma fa parte della programma di scuola, ella ha chiesto di pensare due metafore a ognuno, riguardo alla nostra classe e di se stesso con la classe. Qualcuno ha detto le sue opinioni e qualcuno no!, anche io ho detto la mia e ho spiegato anche il perché. Qui di seguito porterò la mia riflessione, che può anche avere diverse interpretazioni.

"Elettroni", sì, per me la nostra classe è come degli elettroni. Molti di voi che non hanno la familiarità con questa parola, riderà di questa mia affermazione, infatti quasi maggior parte della classe ha riso, anche la psicologa sembrava di non aver capito, comunque anche quelli che sapevano che cosa è un elettrone, mi hanno guardato con una faccia preoccupante!. Allora la psicologa che non sapeva che cosa è un elettrone, lo spiegai a parole povere (clicca qui). E poi mi venne a posto il perché di questa riflessione, e io dicessi: la nostra classe, anzi noi, quando stiamo insieme, siamo sempre agitati, come degli elettroni, e qualche volta questi elettroni battono tra di loro, si scontrano, ma alla fine siamo sempre uniti, e facciamo parte di uno stesso atomo, di stesso gruppo, in un unico guscio.

E poi mi viene chiesto che cosa rappresentava il nucleo, intorno al quale tutti gli elettroni girano, e io dicessi che ha diverse interpretazioni a seconda della persona, e in quel momento forse per noi rappresentava la diploma, così cara che tutti noi cerchiamo, e giriamo intorno solo per avvicinarsi. E un giorno forse avvicineremo a questo nucleo, ma saremo subito schizzati via, lontani da questo atomo, per unirsi ad un altro. Forse alcuni di questi, uniranno con uno stesso atomo e alcuni no, chissà!. Ma di certo non ci sarà più quel atomo, in quel atomo dove noi elettroni eravamo uniti, agitati, con una tendenza di scappare dagli altri, ma solo il 'nucleo' (solo?) lasciava non andarsene oltre, fino a un certo limite. E così anche un giorno la nostra agitazione collettiva finirà, e cesserà di esistere quel nostro piccolo atomo, ma solo dopo dando origine una nuova agitazione!.

Finito di parlare, in classe piove dei rumori di applausi dei miei compagni, molti cominciano a complimentarmi per il mio bel(?) discorso, ma mentre guardavo tutti e osservavo le loro facce, riusci benissimo a afferrare che pochi di loro hanno capito il vero significato di tutto quanto. Quì, al mio blog, scrivo queste cose, soltanto per farvi un po' riflettere, di interpretare il vero senso di tutto quanto, no lo so quanti leggeranno questo scritto, ma dico a voi quelli che leggeranno, pensateci un po' su, anche per voi la stessa cosa? Che interpretazione ha il nucleo per voi?. Lo so, un piccolo atomo non può rappresentare il comportamento umano, la nostra vita, perché tutto quanto è molto complesso, secondo me il complesso di tutti, ma almeno bisogna avere un punto di riferimento, un punto di partenza, no?.

Forse sono stato abbastanza pesante e noioso, ma che posso fare?, avevo tanta voglia di condividere.

Danza Cosmica

 

Il Viaggiatore Solitario

 Un giorno
ritrovando in un regno perduto,
lontano dai tutti gli amici e cari,
dai loro affetti,
ho cominciato il mio viaggio;
e da allora che cammino.
 
 
Cammino e osservo,
la natura circostante della mia vita,
ma continuo, sì continuo,
il mio viaggio verso quell'orizzonte ignoto,
alla ricerca di chissà che cosa.
 
 
Ogni tanto guardo,
verso dietro,
al richiamo di una voce misteriosa.
A volte fermo, a volte aspetto,
ripensando la strada percorsa.
 
 
Ma subito mi riparto,
come sempre,
verso quel lontano paese,verso quel deserto
che si trova oltre!
 
 
E un giorno arriverò
in quel paese, in quel lontano orizzonte,
e toccherò, finalmente, e assaporerò
la frutta di quel lungo cammino,
di quella lunga lotta.
 
 
Finirà così il mio viaggio,
quel lungo viaggio,
dove del resto, come tutti gli altri,
ho viaggiato, ho camminato
come un:
Viaggiatore Solitario.
 
-- NIBIR--            
 
 

La Fisica in Poesia

 

L'Einstein e L'Eddington

 
L'Einstein e l'Eddington
stavano contando i loro punteggi.
Quello di Einstein era novantotto
e quello di Eddington era superiore,
ed entrambi erano insabbiati nell'ostacolo,
ed entrambi stavano in piedi e imprecavano.
 
 
Detesto vedere, disse l'Einstein,
tanta quantità di sabbia;
perché abbiano messo quest'ostacolo qui
proprio non riesco a capirlo;
se si potesse spianare il terreno
credo che sarebbe stupendo.
 
 
E' venuto il momento, disse Eddington,
di parlare di molte cose;
di cubi e orologi e aste metriche,
e del perché un pendolo oscilla,
e di quanto lo spazio è fuori piombo,
e se il tempo ha le ali.
 
 
E lo spazio di dimensioni ne ha quattro,
invece che solo tre.
Il quadrato costruito sull'ipotenusa
non è quello che era prima.
Mi addolorano le cose che hai fatto
alla geometria piana.
 
 
Tu pensi che il tempo sia distorto malamente,
che anche la luce sia incurvata;
io credo di afferrare l'idea,
se questo che volevi dire:
la posta che il postino consegna oggi
domani sarà spedita.
 
 
La linea più breve, rispose Einstein,
non è quella che va dritta;
si curva su sé stessa
proprio come un numero otto,
e se vai troppo in fretta
arriverai troppo tardi.
 
 
Ma la Pasqua è Natale
e molto lontano è vicino,
e due più due fanno più di quattro,
e quassù è vicino.
Forse hai ragione, disse Eddington,
sembra un tantino strano.

E=mc2

W.H. WILLIAMS

Verso l'Ignoto!

E così, anche quest'anno sta per finire, e nascondere in quel ignoto e misterioso buco del tempo, con le nostre memorie. Non mi ricordo tutti gli avvenimenti, ma posso dirlo certamente che è stato un anno particolare per me. Non voglio riportare tutte le cose, se no, non finirebbe mai!, comunque ho imparato molte cose, ho saputo molte cose, ho conosciuto molte cose, molte persone. Mi ha aiutato molto, e credo che mi aiuterà anche in futuro le cose che ho imparato quest'anno.
Ci sono stati dei certi avvenimenti che io non voglio ricordare, e ci sono anche altri che voglio consumare per tutta la mia esistenza, ma comunque su bene o male è stato un anno particolare. Forse tutti gli anni mi dico la stessa cosa, ma per me ogni anno è diverso, particolare, ineguagliabile, molto importante. Con passare degli anni, io cresco sicuramente, imparo delle cose nuove, ma d'altro canto rinuncio le cose vecchie, rinuncio le cose che in questi anni che per me era indispensabile, importante. Adesso arrivando ad un certo punto della vita, anche se sono giovane (davvero?), per me quelle cose mi sembrano inutile, insignificante. E' strano, lo so, ma è questa la regola, la nostra regola!. Ma dopo tutto questo non riguardiamo mai il passato, non pensiamo più il passato, lasciando andare il passato verso le sue strade, per seguire la strada verso il futuro. E così, lasciero anche quest'anno per le sue strade, ma subito per seguire un anno nuovo, verso un futuro ignoto e misterioso. Non posso dire altro che un felice anno nuovo, ma d'altro canto un clamoroso addio all'anno passante. GRAZIE 2006 e ADDIO... 
 
Buon viaggio a tutti!

Una Nuova Sensazione

 Nolo so! o forse non mi ricordo! dove e quando le l'ho visto, ma tanto non importa, lei non è nessuno per me, sì forse ho una debolezza per lei e dal giorno che ho visto, io sempre cercato un modo per parlarci ma invano, sono io che l'ultimo minuto no ci riesco e nolo so perché! forse uno dei miei incapacità a confrontarci o forse perché non ho mai provato la sensazione cosi diversa e bella prima d'ora. E lei? riesce a capire tutto questo e prova anche lei le mie stesse sensazioni, chissà forse anche lei..., ma poco importa una cosa che forse ho capito è che lei è diversa per me, e forse io lo a...!

The Simple Armony of Universe

                               

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 Fin dall'antichità gli uomini hanno sempre osservato il cielo e fatto delle domande sui misteri dell'universo: dove siamo? chi siamo? ecc.Le prime risposte vengono dalla mitologia e poi con la filosofia e adesso con la scienza moderna, ma dopo tutto, le nostre cuorisità non finiscono mai, è come se raggiungere la meta delle risposte è impossibile, ma dopo tutto è questa la nostra speranza, la nostra pace, la nostra solidarietà, in questo universo meravigliosamente misterioso.

                                                                              

 

Lacrima

                                                                  

 
 Oggi, ho visto uscire le lacrime dall'occhio di mia madre e non erano le lacrime qualsiasi, ma di un dolore profondo che forse svela l'amore per il proprio figlio. Mentre scrivo queste righe anche io ho, non dico completamente, gli occhi bagnati. No lo so perché quando ho visto le lacrime di mia madre, è uscito autonomamente anche a me, ma non ho fatto vedere, come ha fatto lei (sicuro?), le mie. Ho cercato o forse meglio dire controllato le mie emozioni, per non far scoppiare davanti a lei, dopotutto mica sono ancora un bambino, sono diventato un uomo ormai. Davvero?. Forse proprio quest'ultima cosa che sta al radice di tutto quanto o forse ... no lo so, ci sono tante altre cose, specialmente uno che sta caratterizzando la nostra vita d'adesso. Sì, credo che sia proprio quello, ma non mi va di parlare, non ci riesco, è più forte di me, ma una cosa che posso dire : pensateci per il futuro, non spendete il tempo migliore per le cose inutile, portate sempre un ombrello nel caso che arrivi un temporale.
Alla fine forse direte : ma sempre questi soliti discorsi stupidi e filosofici?. Ma fidatevi, non sono dei discorsi stupidi, perché anche la vita è dinamica come il tempo, io direi molto dinamica di quest'ultimo, basta un poco per cambiare tutto, distruggere il palazzo di carta che stiamo costruendo, lasciando qualche volta l'opportunità di costruire tutto da capo e qualche volta no. Ma la cosa strana è che il bello della vita è proprio questo e ... Basta!, ho scritto già troppo, e poi non ci riesco più a continuare, il foglio è già quasi tutto bagnato.

In una notte sotto la luna piena

                     

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Era una giornata di luna piena, quando improvvisamente avevo cominciato a pensare lei, no lo so perché pensavo proprio in quel momento. E' sì, era una cosa proprio strana, da tanto che avevo smesso di pensare, avevo smesso di pensare i quei giornate trascorse con lei, avevo smesso di pensare i quei ricordi, avevo smesso di pensare ... chissà, forse tante cose. Ho cercato e cerco ancora fare una nuova vita, prendere un nuovo percorso ... .Sì, forse anche lei ha cominciato fare una nuova vita, trovato una nuova speranza ... . Ma anche lei come me ogni tanto mi pensa?, chissà, forse no, beh direi che proprio no lo so!. Ma io sì, ogni tanto anche se non tanto penso a lei, penso o forse meglio dire sento la sua dolce voce, le sue risate nella mia mente... . Ma che cosa mi sta succedendo? perché sto dicendo tutto questo, forse sto diventando matto?, puodarse, dopo tutto, io avevo perso la testa per lei, quando avevo incontrato per la prima volta. Sì, mi ricordo era in una festa e lei era venuta con una sua amica, e indossava un'abiti scura, forse era nera. Tutti noi ballavamo, anche lei ballava, be' bisogna proprio dire che non lo saptete con quanta eleganza. Abbiamo ballato per tutta la notte e quando siamo usciti c'era la luna piena... .

I Tre Problemi Dell'antichità

Avete mai sentito di parlare i Tre Problemi dell'antichità?, be' se non lo sapete lo saprete adesso!. I tre problemi erano :

Quadratura del cerchio

Duplicazione del cubo

Trisezione dell'angolo

vi sembrera incredibile ma questi tre problemi sono ancora irrisolti!. A voi parlero soltanto della seconda, cioè ''la duplicazione del cubo''.

La prima volta che si sentì parlare di duplicazione del cubo fu in occasione di una grande epidemia. La peste si era diffusa ad Atene (dell'antica Grecia) e non si trovava nessun rimedio che riuscisse ad arrestarla. Una delegazione di ateniesi s'imbarcò per Delfi, allo scopo d'interrogare l'oracolo perché indicasse loro un modo per porre fine all'epidemia. L'oracolo si ritirò e la delegazione attese con impazienza il suo ritorno. Ateniesi, per far cessare la peste, dovrete duplicare l'altare consacrato ad Apollo nell'isola di Delo. L'altare di Apollo a Delo era celebre in tutta la Grecia per una quantità di ragioni, ma in particolare per la sua forma. Infatti era un cubo. Duplicare l'altare?. Gli ateniesi erano convinti che non ci fosse nulla di più semplice. Si recarono sull'isola e costruirono u nuovo altare, col lato doppio di quello antico. Ma la peste continuò. Grande fu il loro disappunto, ma un saggio che passava di lì fece notare che il nuovo altare non era grande il doppio di quello antico, bensì otto volte più grande!. Ma come mai?. Gli atenisi sbarcati a Delo, decisero di distruggere il grande altare. Si misero al lavoro, ben decisi, stavolta, a dare soddisfazione all'oracolo. Sopra il vecchio altare, ne costruirono uno nuovo, identico sotto ogni aspetto a quello antico. Il volume dei due altari riuniti era efettivamente il doppio di quello dell'altare originario. Soddisfatti, tornarono ad Atene congratulandosi, ma la peste continuò. stavolta il furore e l'incomprensione regnavano sovrani. Non avevano forse costruito un altare che era doppio del precedente?. Nient'affatto!. ciò che era doppio non era il volume di un unico altare, bensi di due!. Gli ateniesi non capivano per quale motivo non riuscissero a risolvere un problema che sembrava così semplice. Duplicare un segmento? Non esiste nulla di più elementare. Duplicare un quadrato? Gli atenisi più colti sapevano che era possibile farlo costruendo sulla diagonale. Allora perché, nonostante i loro sforzi, non riuscivano a duplicare il cubo?

La domanda pongo a tutti i voi e non crediate che la storia sia inventata, ma comunque la peste cessò. Signorì basta un po' di sforzo riuscirte capire tutti il ragione del mistero, anche se bisogna far funzionare il cervello come un matematico! Be' auguri a tutti!

 

ecco i due disegni di duplicacione di un segmento e del quadrato, ma come sarà quello del cubo?

Qualche cambiamenti!

Forse qualche volta vi è capitato di fare una domanda! è: dove siamo?. La domanda qualche volta a voi sembrava ridicola, banale, insignificante, ma è uno delle risposte delle tante domande che lo sappiamo veramente?, chissà!. Dall'antichità gli uomini hanno cercato e cercano la risposta. Cercando la risposta abbiamo ottenuto maggior parte delle conoscenze di cui sappiamo, il che aiutera a comprendere e trovare la risposta definitiva, ma non abbiamo ancora le conoscenze sufficente. Forse la risposta farà cambiare le nostre speranze, il modo di pensare, vedere in un modo diverso l'intorno e tutto questo potrebbe a far cambiare il nostro mondo che può essere sia positivo che negativo. I pessimisti sono sempre al patre di negativo, ma non sappiamo o meglio dire non possiamo dire quale sarà le sue conseguenze. Una cosa soltanto posso dire che la Natura stessa è in continuo cambiamento, quindi anche se cambiasse qualche cosa a noi non farà del male, perché noi stessi facciamo parte di tutto questo e dobbiamo sfruttare di tutto questo!.

Una Vita Strana

Ricordo ancora benissimo quando è l'ultimo volta ci siamo visti, come era diversa, strana e forse anche più bella d'ora. Sì, forse lei è cambiata e diventata molto decisiva di prima, ma la persona che conoscevo non è più di una volta, ma chissà forse è meglio cosi dopo tutto è la nostra ciclo di vita ad essere cosi dinamica e strana. Ma dopotutto non mi impedisce di pensare il Lei di prima che mi aiutava, dava la forza in qualunque difficoltà e lei sì che era la mia migliore amica. Eh! sì, come è strana la vita e cercando con migliore del tuo sforzo non puoi mai essere quella di prima!.

 

Transletor

    Ciao a tutti!, da cui potete tradurre il mio blog in 10 (dieci) lingue diversi.

-- NIBIR --

 

p.s. : per visulizzare bene le scritture di lingue diverse, il computer deve avere il software installato di quella data lingua.

 

Italiano -- Inglese : http://translate.google.com/translate?u=http%3A%2F%2Fmrnibir.spaces.live.com&langpair=it%7Cen&hl=en&ie=UTF8

Italiano -- Francese : http://translate.google.com/translate?u=http%3A%2F%2Fmrnibir.spaces.live.com&langpair=en%7Cfr&hl=en&ie=UTF8

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Ciao a tutti!, lasciate qui le vostre firme, in modo che potrò passare a trovarvi.

-- NIBIR --

 

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